Gesù agli Italiani (Dettato a Maria Valtorta)

 

 

PRIMA PARTE

 

"Io, l'eterno Figlio di Dio, divenuto Uomo, ho avuto una Patria

e l'ho amata di perfezioni d'amore; avrei voluto saperla degna

della protezione di Dio e, sapendola invece indegna, ho pianto

su di essa.

Capisco perciò lo smarrimento di un cuore leale che vede la

Patria non solo in pericolo, ma condannata a giorni di dolore

grande.

 

"Potete voi italiani dire che Io non ho amato questa terra,

che è la patria vostra, e nella quale ho mandato il mio Pietro

a erigervi la Pietra che non crollerà per soffiar dei venti;

questa terra dove, in un momento di prudenza umana, Io sono

venuto per confermare Pietro al martirio, perchè c'era bisogno

di quel sangue in Roma, per fare di Roma il centro del cattolicesimo

e nella quale i miei confessori sono caduti a manipoli come

spighe di un grano eterno, falciato da un Eterno Mietitore,

per farne nutrimento al vostro spirito?

"Qui, in questa terra ho portato le reliquie della Mia vita

e della Mia morte, ossia la casa di Nazaret dove venni concepito

in un abbraccio luminoso tra il Divino Spirito e la Vergine,

e la Sindone dove il sudore della Mia Morte ha impresso il segno

del Mio dolore sofferto per l'umanità.

 

"Qui sono fioriti i più grandi santi, quelli simili a Me per

il dono delle stimmate, quelli che non hanno avuto veli nel

vedere la Essenza Nostra, quelli che aiutati da Me hanno creato

opere che ripetono nei secoli il miracolo del pane e del pesce

moltiplicati per i bisogni dell'uomo.

"Potete voi dire che Io non ho amato questa terra alla quale

ho dato tanti geni, tante vittorie, tanta gloria, tanto bello

di cielo, di terra, di mare, di fiori, di monti, di selve,

dandovi aiuto per divenire liberi e uniti nelle guerre contro

nemici dieci volte più grandi di voi, in imprese folli a giudizio

umano? Io ero con i miei angeli fra le vostre schiere. Ero Io

che illuminavo i condottieri, che proteggevo i gregari, che

sventavo i tradimenti, che vi davo vittoria e pace. Ero Io che

vi davo la gioia della conquista quando poteva essere opera di

civilizzazione, o di redenzione di terre vostre, da un dominio

straniero.

"E non vi ho concesso la più necessaria Pace, quella della

Mia Chiesa che i vostri padri avevano offesa e che ho perdonato

perché l'Italia fosse realmente una e grande? E non vi ho

dato acqua per le messi assetate, sole per i campi, salute

nelle epidemie? E non vi ho dato la Voce che parla in Mio Nome

prima a voi che agli altri? Non è dal cuore d'Italia che si

spande la Voce sul mondo, e voi ne ricevete l'onda prima,

anche la più lieve?

"A che è giovato tutto questo?

 

SECONDA PARTE

 

"Avete prevaricato.

Vi siete creduto lecito tutto perché avevate stoltamente

pensato di avere Dio al vostro servizio. Avete pensato che la

Mia giustizia mettesse l'avallo alla vostra colpa, alla vostra

prepotenza, alla vostra idolatria. Più Dio era buono e longanime

e più voi ne avete approfittato; avete sistematicamente respinto

il bene e avete abbracciato il male facendo di esso un culto.

"E allora, di che vi lamentate?

L'abominio della desolazione non è forse appena fuori della

sede di Pietro e non spinge le sue orde fetide di vizio,

concupiscenza, frode, idolatria del senso e delle ingiuste

ricchezze, del potere predato e predatore, contro i gradini stessi

della Cattedra di Pietro? E che volete di più?

Dio non si schernisce e non si tenta, o figli.

E voi l'avete tentato e lo tentate continuamente. Nell'interno

delle vostre case, delle vostre istituzioni. Dappertutto lo tentate

e lo schernite!

"I miei angeli si velano la faccia per non vedere il vostro

mercimonio con Satana ed i suoi precursori. Ma Io lo vedo e dico:

"Basta"! Se Gerusalemme fu punita dei suoi delitti, non lo sarà la

seconda Gerusalemme che dopo 20 secoli di Cristianesimo si alza

sugli altari bugiardi nuovi dèi imposti da padroni ancor più

segnati del segno della Bestia di quel che non siate voi d'Italia,

e crede di ingannare Cristo con un bugiardo ossequio alla sua

Croce e alla sua Chiesa, eseguito solo per raffinata ipocrisia che

cela, sotto il sorriso e l'inchino, la spada del sicario?

"Si, compite pure l'ultimo delitto, perseguitate Me nei miei

Pontefici e nei Miei fedeli veri. E' doloroso parlare così ai meno

colpevoli. Ma non ho negli altri orecchie che mi odono. Almeno

sotto la sferza del flagello sapessero convertirsi e chiedere pietà.

Ma non lo faranno. Troppi pochi sono coloro che la meritano, rispetto

agli infiniti che demeritano, ora per ora sempre di più.

Se i buoni fossero un decimo dei malvagi, ciò che è segnato potrebbe

conoscere mutamento.

Ma se non sarà più pietà collettiva, sarà giustizia individuale.

Coloro che macerano se stessi per amore di patria e dei fratelli

saranno giudicati con immenso amore. Gli altri con rigore.

I maggiori colpevoli, poi, sarebbe meglio non fossero mai nati.

Non una goccia di sangue estorta alle vene degli umili, non un gemito,

non un lutto, non una disperazione estorta a un cuore, non un anima

rapita a Dio, rimarrà senza peso nel loro giudizio.

Perdonerò agli umili che possono disperare per orrore di eventi, ma

non perdonerò a coloro che li hanno indotti alla disperazione, in

obbedienza ai voleri della Bestia.

"Ma non sapete, o re e governanti, che siete finchè Io lo voglio e

finchè i vostri errori non suscitano il mio "Basta"? Vi dimenticate

troppo spesso che Uno è colui che è Potente e che ogni potenza da

Lui viene! Avete pensato di poter fare a meno di Me e della Mia

legge. Avete sempre peggiorato. Io aumentavo i benefici per attirarvi

e voi vi allontanavate sempre più da Me.

 

Ma le cose di Dio non si mettono sotto i piedi. Avete venduto per

pochi quattrini e poche bugiarde promesse i vicini e i lontani,

sperando che dal tradire ne venisse un frutto.

Avete adorato il vitello che vi pareva d'oro ed era soltanto

polvere dorata. Avete servito i precursori della Bestia, ricavandone

i frutti del suo regno tenebroso e se non vi avvinghiate alla Croce,

vostra ultima salvezza, vi sbranerete l'un l'altro e crederete

satollarvi uccidendo i servi di Dio.

 

"Ma non sentite nelle vostre coscienze gridare la Voce di Dio?

Non la sentite tuonare per i cieli, chiamandovi ancora una volta

per salvarvi? No, non la sentite. E ciò che è male nel male,

neppure coloro che dovrebbero essere usi a percepirla e conoscerla,

la sentono più. Hanno veste consacrata, ma sconsacrato il cuore.

Sono sordi. E se non odono, come possono far udire?

 

Badate, lo dico ancora una volta. Osservate i segni, voi lettori

dei libri di Dio e voi semplici fedeli. I segni sono tremendi.

Cacciate Satana col Cristo vincitore. Abbiate fede.

Vorrei che benediste ogni regione, ogni provincia, ogni città con

Me Redentore. Non feste; non è tempo. Ma vere adorazioni per

liberarvi da Quello che fa ossessi voi e vostri padroni di ora

e di prima".

 

(Gesù)