Libro Daniele Sigla Dn Capitolo 7 Versetto 1

 

LIBRO Daniele CAPITOLO 7

 

[1] Nel primo anno di Baldassàr re di Babilonia, Daniele, mentre era a

letto, ebbe un sogno e visioni nella sua mente. Egli scrisse il sogno

e ne fece la relazione che dice:

[2] Io, Daniele, guardavo nella mia visione notturna ed ecco, i quattro

venti del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mar Mediterraneo

[3] e quattro grandi bestie, differenti l'una dall'altra, salivano dal

mare.

[4] La prima era simile ad un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo

guardando, le furono tolte le ali e fu sollevata da terra e fatta

stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d'uomo.

[5] Poi ecco una seconda bestia, simile ad un orso, la quale stava alzata

da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto:

<<Su, divora molta carne>>.

[6] Mentre stavo guardando, eccone un'altra simile a un leopardo, la quale

aveva quattro ali d'uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro

teste e le fu dato il dominio.

[7] Stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta

bestia, spaventosa, terribile, d'una forza eccezionale, con denti di

ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi

e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e

aveva dieci corna.

[8] Stavo osservando queste corna, quand'ecco spuntare in mezzo a quelle

un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna

furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quelli di un

uomo e una bocca che parlava con alterigia.

 

 

[9] Io continuavo a guardare,

  quand'ecco furono collocati troni

  e un vegliardo si assise.

  La sua veste era candida come la neve

  e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;

  il suo trono era come vampe di fuoco

  con le ruote come fuoco ardente.

 

[10] Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui,

  mille migliaia lo servivano

  e diecimila miriadi lo assistevano.

  La corte sedette e i libri furono aperti.

 

[11] Continuai a guardare a causa delle parole superbe che quel corno

proferiva, e vidi che la bestia fu uccisa e il suo corpo distrutto e

gettato a bruciare sul fuoco.

[12] Alle altre bestie fu tolto il potere e fu loro concesso di prolungare

la vita fino a un termine stabilito di tempo.

 

 

[13] Guardando ancora nelle visioni notturne,

  ecco apparire, sulle nubi del cielo,

  uno, simile ad un figlio di uomo;

  giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui,

 

[14] che gli diede potere, gloria e regno;

  tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano;

  il suo potere è un potere eterno,

  che non tramonta mai, e il suo regno è tale

  che non sarà mai distrutto.

 

[15] Io, Daniele, mi sentii venir meno le forze, tanto le visioni della mia

mente mi avevano turbato;

[16] mi accostai ad uno dei vicini e gli domandai il vero significato di

tutte queste cose ed egli me ne diede questa spiegazione:

[17] <<Le quattro grandi bestie rappresentano quattro re, che sorgeranno

dalla terra;

[18] ma i santi dell'Altissimo riceveranno il regno e lo possederanno per

secoli e secoli>>.

[19] Volli poi sapere la verità intorno alla quarta bestia, che era diversa

da tutte le altre e molto terribile, che aveva denti di ferro e

artigli di bronzo e che mangiava e stritolava e il rimanente se lo

metteva sotto i piedi e lo calpestava;

[20] intorno alle dieci corna che aveva sulla testa e intorno a

quell'ultimo corno che era spuntato e davanti al quale erano cadute

tre corna e del perché quel corno aveva occhi e una bocca che parlava

con alterigia e appariva maggiore delle altre corna.

[21] Io intanto stavo guardando e quel corno muoveva guerra ai santi e li

vinceva,

[22] finché venne il vegliardo e fu resa giustizia ai santi dell'Altissimo

e giunse il tempo in cui i santi dovevano possedere il regno.

[23] Egli dunque mi disse: <<La quarta bestia significa che ci sarà sulla

terra un quarto regno diverso da tutti gli altri e divorerà tutta la

terra, la stritolerà e la calpesterà.

[24] Le dieci corna significano che dieci re sorgeranno da quel regno e

dopo di loro ne seguirà un altro, diverso dai precedenti: abbatterà

tre re

[25] e proferirà insulti contro l'Altissimo e distruggerà i santi

dell'Altissimo; penserà di mutare i tempi e la legge; i santi gli

saranno dati in mano per un tempo, più tempi e la metà di un tempo.

[26] Si terrà poi il giudizio e gli sarà tolto il potere, quindi verrà

sterminato e distrutto completamente.

[27] Allora il regno, il potere e la grandezza di tutti i regni che sono

sotto il cielo saranno dati al popolo dei santi dell'Altissimo, il cui

regno sarà eterno e tutti gli imperi lo serviranno e obbediranno>>.

[28] Qui finisce la relazione. Io, Daniele, rimasi molto turbato nei

pensieri, il colore del mio volto si cambiò e conservai tutto questo

nel cuore.

 

LIBRO Daniele CAPITOLO 8

 

[1] Il terzo anno del regno del re Baldassàr, io Daniele ebbi un'altra

visione dopo quella che mi era apparsa prima.

[2] Quand'ebbi questa visione, mi trovavo nella cittadella di Susa, che è

nella provincia dell'Elam, e mi sembrava, in visione, di essere presso

il fiume Ulai.

[3] Alzai gli occhi e guardai; ecco un montone, in piedi, stava di fronte

al fiume. Aveva due corna alte, ma un corno era più alto dell'altro,

sebbene fosse spuntato dopo.

[4] Io vidi che quel montone cozzava verso l'occidente, il settentrione e

il mezzogiorno e nessuna bestia gli poteva resistere, né alcuno era in

grado di liberare dal suo potere: faceva quel che gli pareva e divenne

grande.

[5] Io stavo attento ed ecco un capro venire da occidente, sulla terra,

senza toccarne il suolo: aveva fra gli occhi un grosso corno.

[6] Si avvicinò al montone dalle due corna, che avevo visto in piedi di

fronte al fiume, e gli si scagliò contro con tutta la forza.

[7] Dopo averlo assalito, lo vidi imbizzarrirsi e cozzare contro di lui e

spezzargli le due corna, senza che il montone avesse la forza di

resistergli; poi lo gettò a terra e lo calpestò e nessuno liberava il

montone dal suo potere.

[8] Il capro divenne molto potente; ma quando fu diventato grande, quel

suo gran corno si spezzò e al posto di quello sorsero altre quattro

corna, verso i quattro venti del cielo.

[9] Da uno di quelli uscì un piccolo corno, che crebbe molto verso il

mezzogiorno, l'oriente e verso la Palestina:

[10] s'innalzò fin contro la milizia celeste e gettò a terra una parte di

quella schiera e delle stelle e le calpestò.

[11] S'innalzò fino al capo della milizia e gli tolse il sacrificio

quotidiano e fu profanata la santa dimora.

[12] In luogo del sacrificio quotidiano fu posto il peccato e fu gettata a

terra la verità; ciò esso fece e vi riuscì.

[13] Udii un santo parlare e un altro santo dire a quello che parlava:

<<Fino a quando durerà questa visione: il sacrificio quotidiano

abolito, la desolazione dell'iniquità, il santuario e la milizia

calpestati?>>.

[14] Gli rispose: <<Fino a duemilatrecento sere e mattine: poi il santuario

sarà rivendicato>>.

 

[15] Mentre io, Daniele, consideravo la visione e cercavo di comprenderla,

ecco davanti a me uno in piedi, dall'aspetto d'uomo;

[16] intesi la voce di un uomo, in mezzo all'Ulai, che gridava e diceva:

<<Gabriele, spiega a lui la visione>>.

[17] Egli venne dove io ero e quando giunse, io ebbi paura e caddi con la

faccia a terra. Egli mi disse: <<Figlio dell'uomo, comprendi bene,

questa visione riguarda il tempo della fine>>.

[18] Mentre egli parlava con me, caddi svenuto con la faccia a terra; ma

egli mi toccò e mi fece alzare.

[19] Egli disse: <<Ecco io ti rivelo ciò che avverrà al termine dell'ira,

perché la visione riguarda il tempo della fine.

[20] Il montone con due corna, che tu hai visto, significa il re di Media e

di Persia;

[21] il capro è il re della Grecia; il gran corno, che era in mezzo ai suoi

occhi, è il primo re.

[22] Che quello sia stato spezzato e quattro ne siano sorti al posto di

uno, significa che quattro regni sorgeranno dalla medesima nazione, ma

non con la medesima potenza di lui.

[23] Alla fine del loro regno, quando l'empietà avrà raggiunto il colmo,

sorgerà un re audace, sfacciato e intrigante.

[24] La sua potenza si rafforzerà, ma non per potenza propria; causerà

inaudite rovine, avrà successo nelle imprese, distruggerà i potenti e

il popolo dei santi.

[25] Per la sua astuzia, la frode prospererà nelle sue mani, si insuperbirà

in cuor suo e con inganno farà perire molti: insorgerà contro il

principe dei prìncipi, ma verrà spezzato senza intervento di mano

d'uomo.

[26] La visione di sere e mattine, che è stata spiegata, è vera. Ora tu

tieni segreta la visione, perché riguarda cose che avverranno fra

molti giorni>>.

[27] Io, Daniele, rimasi sfinito e mi sentii male per vari giorni: poi mi

alzai e sbrigai gli affari del re: ma ero stupefatto della visione

perché non la potevo comprendere.

 

LIBRO Daniele CAPITOLO 9

 

[1] Nell'anno primo di Dario figlio di Serse, della progenie dei Medi, il

quale era stato costituito re sopra il regno dei Caldei,

[2] nel primo anno del suo regno, io Daniele tentavo di comprendere nei

libri il numero degli anni di cui il Signore aveva parlato al profeta

Geremia e nei quali si dovevano compiere le desolazioni di

Gerusalemme, cioè settant'anni.

[3] Mi rivolsi al Signore Dio per pregarlo e supplicarlo con il digiuno,

veste di sacco e cenere

[4] e feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore mio Dio:

<<Signore Dio, grande e tremendo, che osservi l'alleanza e la

benevolenza verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti,

[5] abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati

ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi!

[6] Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali hanno in tuo

nome parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a

tutto il popolo del paese.

[7] A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto,

come avviene ancor oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di

Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi

dove tu li hai dispersi per i misfatti che hanno commesso contro di

te.

[8] Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri

prìncipi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te;

[9] al Signore Dio nostro la misericordia e il perdono, perché ci siamo

ribellati contro di lui,

[10] non abbiamo ascoltato la voce del Signore Dio nostro, né seguito

quelle leggi che egli ci aveva date per mezzo dei suoi servi, i

profeti.

[11] Tutto Israele ha trasgredito la tua legge, s'è allontanato per non

ascoltare la tua voce; così si è riversata su di noi l'esecrazione

scritta nella legge di Mosè, servo di Dio, perché abbiamo peccato

contro di lui.

[12] Egli ha messo in atto quelle parole che aveva pronunziate contro di

noi e i nostri governanti, mandando su di noi un male così grande

quale mai, sotto il cielo, era venuto a Gerusalemme.

[13] Tutto questo male è venuto su di noi, proprio come sta scritto nella

legge di Mosè. Tuttavia noi non abbiamo supplicato il Signore Dio

nostro, convertendoci dalle nostre iniquità e seguendo la tua verità.

[14] Il Signore ha vegliato sopra questo male, l'ha mandato su di noi,

poiché il Signore Dio nostro è giusto in tutte le cose che fa, mentre

noi non abbiamo ascoltato la sua voce.

[15] Signore Dio nostro, che hai fatto uscire il tuo popolo dall'Egitto con

mano forte e ti sei fatto un nome, come è oggi, noi abbiamo peccato,

abbiamo agito da empi.

[16] Signore, secondo la tua misericordia, si plachi la tua ira e il tuo

sdegno verso Gerusalemme, tua città, verso il tuo monte santo, poiché

per i nostri peccati e per l'iniquità dei nostri padri Gerusalemme e

il tuo popolo sono oggetto di vituperio presso quanti ci stanno

intorno.

[17] Ora ascolta, Dio nostro, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche

e per amor tuo, o Signore, fà risplendere il tuo volto sopra il tuo

santuario, che è desolato.

[18] Porgi l'orecchio, mio Dio, e ascolta: apri gli occhi e guarda le

nostre desolazioni e la città sulla quale è stato invocato il tuo

nome! Non presentiamo le nostre suppliche davanti a te, basate sulla

nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia.

[19] Signore, ascolta; Signore, perdona; Signore, guarda e agisci senza

indugio, per amore di te stesso, mio Dio, poiché il tuo nome è stato

invocato sulla tua città e sul tuo popolo>>.

 

[20] Mentre io stavo ancora parlando e pregavo e confessavo il mio peccato

e quello del mio popolo Israele e presentavo la supplica al Signore

Dio mio per il monte santo del mio Dio,

[21] mentre dunque parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in

visione, volò veloce verso di me: era l'ora dell'offerta della sera.

[22] Egli mi rivolse questo discorso: <<Daniele, sono venuto per istruirti

e farti comprendere.

[23] Fin dall'inizio delle tue suppliche è uscita una parola e io sono

venuto per annunziartela, poiché tu sei un uomo prediletto. Ora stá

attento alla parola e comprendi la visione:

 

 

[24] Settanta settimane sono fissate

  per il tuo popolo e per la tua santa città

  per mettere fine all'empietà,

  mettere i sigilli ai peccati, espiare l'iniquità,

  portare una giustizia eterna,

  suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei

  santi.

 

[25] Sappi e intendi bene,

  da quando uscì la parola

  sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme

  fino a un principe consacrato,

  vi saranno sette settimane.

  Durante sessantadue settimane

  saranno restaurati, riedificati piazze e fossati,

  e ciò in tempi angosciosi.

 

[26] Dopo sessantadue settimane,

  un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui;

  il popolo di un principe che verrà

  distruggerà la città e il santuario;

  la sua fine sarà un'inondazione e, fino alla fine,

  guerra e desolazioni decretate.

 

[27] Egli stringerà una forte alleanza con molti

  per una settimana e, nello spazio di metà settimana,

  farà cessare il sacrificio e l'offerta;

  sull'ala del tempio porrà l'abominio della

  desolazione

  e ciò sarà sino alla fine,

  fino al termine segnato sul devastatore>>.

 

LIBRO Daniele CAPITOLO 10

 

[1] L'anno terzo di Ciro re dei Persiani, fu rivelata una parola a

Daniele, chiamato Baltazzàr. Vera è la parola e la lotta è grande.

Egli comprese la parola e gli fu dato d'intendere la visione.

[2] In quel tempo io, Daniele, feci penitenza per tre settimane,

[3] non mangiai cibo prelibato, non mi entrò in bocca né carne né vino e

non mi unsi d'unguento finché non furono compiute tre settimane.

[4] Il giorno ventiquattro del primo mese, mentre stavo sulla sponda del

gran fiume, cioè il Tigri,

[5] alzai gli occhi e guardai ed ecco un uomo vestito di lino, con ai

fianchi una cintura d'oro di Ufàz;

[6] il suo corpo somigliava a topazio, la sua faccia aveva l'aspetto della

folgore, i suoi occhi erano come fiamme di fuoco, le sue braccia e le

gambe somigliavano a bronzo lucente e il suono delle sue parole pareva

il clamore di una moltitudine.

[7] Soltanto io, Daniele, vidi la visione, mentre gli uomini che erano con

me non la videro, ma un gran terrore si impadronì di loro e fuggirono

a nascondersi.

[8] Io rimasi solo a contemplare quella grande visione, mentre mi sentivo

senza forze; il mio colorito si fece smorto e mi vennero meno le

forze.

 

[9] Udii il suono delle sue parole, ma, appena udito il suono delle sue

parole, caddi stordito con la faccia a terra.

[10] Ed ecco, una mano mi toccò e tutto tremante mi fece alzare sulle

ginocchia, appoggiato sulla palma delle mani.

[11] Poi egli mi disse: <<Daniele, uomo prediletto, intendi le parole che

io ti rivolgo, alzati in piedi, poiché ora sono stato mandato a te>>.

Quando mi ebbe detto questo, io mi alzai in piedi tutto tremante.

[12] Egli mi disse: <<Non temere, Daniele, poiché fin dal primo giorno in

cui ti sei sforzato di intendere, umiliandoti davanti a Dio, le tue

parole sono state ascoltate e io sono venuto per le tue parole.

[13] Ma il principe del regno di Persia mi si è opposto per ventun giorni:

però Michele, uno dei primi prìncipi, mi è venuto in aiuto e io l'ho

lasciato là presso il principe del re di Persia;

[14] ora sono venuto per farti intendere ciò che avverrà al tuo popolo alla

fine dei giorni, poiché c'è ancora una visione per quei giorni>>.

[15] Mentre egli parlava con me in questa maniera, chinai la faccia a terra

e ammutolii.

[16] Ed ecco uno con sembianze di uomo mi toccò le labbra: io aprii la

bocca e parlai e dissi a colui che era in piedi davanti a me: <<Signor

mio, nella visione i miei dolori sono tornati su di me e ho perduto

tutte le energie.

[17] Come potrebbe questo servo del mio signore parlare con il mio signore,

dal momento che non è rimasto in me alcun vigore e mi manca anche il

respiro?>>.

[18] Allora di nuovo quella figura d'uomo mi toccò, mi rese le forze

[19] e mi disse: <<Non temere, uomo prediletto, pace a te, riprendi forza,

rinfrancati>>. Mentre egli parlava con me, io mi sentii ritornare le

forze e dissi: <<Parli il mio signore perché tu mi hai ridato forza>>.

 

[20] Allora mi disse: <<Sai tu perché io sono venuto da te? Ora tornerò di

nuovo a lottare con il principe di Persia, poi uscirò ed ecco verrà il

principe di Grecia.

[21] Io ti dichiarerò ciò che è scritto nel libro della verità. Nessuno mi

aiuta in questo se non Michele, il vostro principe, (11,1) e io,

nell'anno primo di Dario, mi tenni presso di lui per dargli rinforzo e

sostegno.

 

LIBRO Daniele CAPITOLO 11

 

[2] Ed ora io ti manifesterò la verità. Ecco, vi saranno ancora tre re in

Persia: poi il quarto acquisterà ricchezze superiori a tutti gli altri

e dopo essersi reso potente con le ricchezze, muoverà con tutti i suoi

contro il regno di Grecia.

[3] Sorgerà quindi un re potente e valoroso, il quale dominerà sopra un

grande impero e farà ciò che vuole;

[4] ma appena si sarà affermato, il suo regno verrà smembrato e diviso ai

quattro venti del cielo, ma non fra i suoi discendenti né con la

stessa forza che egli possedeva; il suo regno sarà infatti smembrato e

dato ad altri anziché ai suoi discendenti.

[5] Il re del mezzogiorno diverrà potente e uno dei suoi capitani sarà più

forte di lui e il suo impero sarà grande.

[6] Dopo qualche anno faranno alleanza e la figlia del re del mezzogiorno

verrà al re del settentrione per fare la pace, ma non potrà mantenere

la forza del suo braccio e non resisterà né lei né la sua discendenza

e sarà condannata a morte insieme con i suoi seguaci, il figlio e il

marito.

[7] In quel tempo, da un germoglio delle sue radici sorgerà uno, al posto

di costui, e verrà con un esercito e avanzerà contro le fortezze del

re del settentrione, le assalirà e se ne impadronirà.

[8] Condurrà in Egitto i loro dei con le loro immagini e i loro preziosi

oggetti d'oro e d'argento, come preda di guerra, poi per qualche anno

si asterrà dal contendere con il re del settentrione.

[9] Questi muoverà contro il re del mezzogiorno, ma se ne ritornerà nel

suo paese.

[10] Poi suo figlio si preparerà alla guerra, raccogliendo una moltitudine

di grandi eserciti, con i quali avanzerà come una inondazione:

attraverserà il paese per attaccare di nuovo battaglia e giungere sino

alla sua fortezza.

[11] Il re del mezzogiorno, inasprito, uscirà per combattere con il re del

settentrione, che si muoverà con un grande esercito, ma questo cadrà

in potere del re del mezzogiorno,

[12] il quale dopo aver disfatto quell'esercito si gonfierà d'orgoglio, ma

pur avendo abbattuto decine di migliaia, non per questo sarà più

forte.

[13] Il re del settentrione di nuovo metterà insieme un grande esercito,

più grande di quello di prima, e dopo qualche anno avanzerà con un

grande esercito e con grande apparato.

[14] In quel tempo molti si alzeranno contro il re del mezzogiorno e uomini

violenti del tuo popolo insorgeranno per adempiere la visione, ma

cadranno.

[15] Il re del settentrione verrà, costruirà terrapieni e occuperà una

città ben fortificata. Le forze del mezzogiorno, con truppe scelte,

non potranno resistere, mancherà loro la forza per opporre resistenza.

[16] L'invasore farà ciò che vuole e nessuno gli si potrà opporre; si

stabilirà in quella magnifica terra e la distruzione sarà nelle sue

mani.

[17] Quindi si proporrà di occupare tutto il regno del re del mezzogiorno,

stipulerà un'alleanza con lui e gli darà sua figlia per rovinarlo, ma

ciò non riuscirà e non raggiungerà il suo scopo.

[18] Poi volgerà le mire alle isole e ne prenderà molte, ma un comandante

straniero farà cessare la sua arroganza, facendola ricadere sopra di

lui.

[19] Si volgerà poi verso le fortezze del proprio paese, ma inciamperà,

cadrà, scomparirà.

[20] Sorgerà quindi al suo posto uno che manderà esattori nella terra perla

del suo regno, ma in pochi giorni sarà stroncato, non nel furore di

una rivolta né in battaglia.

 

[21] Gli succederà poi un uomo abbietto, privo di dignità regale: verrà di

nascosto e occuperà il regno con la frode.

[22] Le forze armate saranno annientate davanti a lui e sarà stroncato

anche il capo dell'alleanza.

[23] Non appena sarà stata stipulata un'alleanza con lui, egli agirà con la

frode, crescerà e si consoliderà con poca gente.

[24] Entrerà di nascosto nei luoghi più fertili della provincia e farà cose

che né i suoi padri né i padri dei suoi padri osarono fare;

distribuirà alla sua gente preda, spoglie e ricchezze e ordirà

progetti contro le fortezze, ma ciò fino ad un certo tempo.

[25] La sua potenza e il suo ardire lo spingeranno contro il re del

mezzogiorno con un grande esercito e il re del mezzogiorno verrà a

battaglia con un grande e potente esercito, ma non potrà resistere,

perché si ordiranno congiure contro di lui:

[26] i suoi stessi commensali saranno causa della sua rovina; il suo

esercito sarà travolto e molti cadranno uccisi.

[27] I due re non penseranno che a farsi del male a vicenda e seduti alla

stessa tavola parleranno con finzione, ma senza riuscire nei reciproci

intenti, perché li attenderà la fine, al tempo stabilito.

[28] Egli ritornerà nel suo paese con grandi ricchezze e con in cuore

l'avversione alla santa alleanza: agirà secondo i suoi piani e poi

ritornerà nel suo paese.

[29] Al tempo determinato verrà di nuovo contro il paese del mezzogiorno,

ma quest'ultima impresa non riuscirà come la prima.

[30] Verranno contro lui navi dei Kittìm ed egli si sentirà scoraggiato e

tornerà indietro. Si volgerà infuriato e agirà contro la santa

alleanza, e nel suo ritorno se la intenderà con coloro che avranno

abbandonato la santa alleanza.

[31] Forze da lui armate si muoveranno a profanare il santuario della

cittadella, aboliranno il sacrificio quotidiano e vi metteranno

l'abominio della desolazione.

[32] Con lusinghe egli sedurrà coloro che avranno apostatato dall'alleanza,

ma quanti riconoscono il proprio Dio si fortificheranno e agiranno.

[33] I più saggi tra il popolo ammaestreranno molti, ma cadranno di spada,

saranno dati alle fiamme, condotti in schiavitù e saccheggiati per

molti giorni.

[34] Mentre così cadranno, riceveranno un pò di aiuto: molti però si

uniranno a loro ma senza sincerità.

[35] Alcuni saggi cadranno perché fra di loro ve ne siano di quelli

purificati, lavati, resi candidi fino al tempo della fine, che dovrà

venire al tempo stabilito.

[36] Il re dunque farà ciò che vuole, s'innalzerà, si magnificherà sopra

ogni dio e proferirà cose inaudite contro il Dio degli dei e avrà

successo finché non sarà colma l'ira; poiché ciò che è stato

determinato si compirà.

[37] Egli non si curerà neppure delle divinità dei suoi padri né del dio

amato dalle donne, né di altro dio, poiché egli si esalterà sopra

tutti.

[38] Onorerà invece il dio delle fortezze: onorerà, con oro e argento, con

gemme e con cose preziose, un dio che i suoi padri non hanno mai

conosciuto.

[39] Nel nome di quel dio straniero attaccherà le fortezze e colmerà di

onori coloro che lo riconosceranno: darà loro il potere su molti e

distribuirà loro terre in ricompensa.

 

[40] Al tempo della fine il re del mezzogiorno si scontrerà con lui e il re

del settentrione gli piomberà addosso, come turbine, con carri, con

cavalieri e molte navi; entrerà nel suo territorio invadendolo.

[41] Entrerà anche in quella magnifica terra e molti paesi soccomberanno.

Questi però scamperanno dalla sua mano: Edom, Moab e gran parte degli

Ammoniti.

[42] Metterà così la mano su molti paesi; neppure l'Egitto scamperà.

[43] S'impadronirà di tesori d'oro e d'argento e di tutte le cose preziose

d'Egitto: i Libi e gli Etiopi saranno al suo seguito.

[44] Ma notizie dall'oriente e dal settentrione lo turberanno: egli partirà

con grande ira per distruggere e disperdere molti.

[45] Pianterà le tende del suo palazzo fra il mare e il bel monte santo:

poi giungerà alla fine e nessuno verrà in suo aiuto.

 

LIBRO Daniele CAPITOLO 12

 

[1] Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui

figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c'era mai

stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà

salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro.

 

[2] Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si

risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e

per l'infamia eterna.

[3] I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che

avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per

sempre.

[4] Ora tu, Daniele, chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al

tempo della fine: allora molti lo scorreranno e la loro conoscenza

sarà accresciuta>>.

 

[5] Io, Daniele, stavo guardando ed ecco altri due che stavano in piedi,

uno di qua sulla sponda del fiume, l'altro di là sull'altra sponda.

[6] Uno disse all'uomo vestito di lino, che era sulle acque del fiume:

<<Quando si compiranno queste cose meravigliose?>>.

[7] Udii l'uomo vestito di lino, che era sulle acque del fiume, il quale,

alzate la destra e la sinistra al cielo, giurò per colui che vive in

eterno che tutte queste cose si sarebbero compiute fra un tempo, tempi

e la metà di un tempo, quando sarebbe finito colui che dissipa le

forze del popolo santo.

[8] Io udii bene, ma non compresi, e dissi: <<Mio Signore, quale sarà la

fine di queste cose?>>.